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ROSA BALISTRERI
Nacque a Licata il 21 marzo 1927 all’interno di un povero ambiente familiare. Crebbe nel quartiere Marina praticando lavori umili e allietando i residenti con le sue canzoni. Era dotata di una voce forte e originale che la rese capace di interpretare le canzoni siciliane raccontando le sofferenze del suo popolo.
A diciassette anni fu costretta a sposare Gioacchino Torregrossa, detto Iachinazzu, un uomo violento, ubriaco e dedito al gioco delle carte. Durante una partita quest’ultimo, dopo aver preso il corredo della figlia Angela, lo perse nel gioco. Rosa, venuta a sapere di questa notizia, tentò di uccidere il marito e andò a costituirsi dai carabinieri. Rosa venne presto scarcerata con la condizionale.
Per mantenere la figlia si trasferì a Palermo, dove fece diversi lavori, durante uno dei quali venne accusata ingiustamente di furto. Fu accolta dal conte Testa, che la fece lavorare come sagrestana in una chiesa e con il fratello viveva in un sottoscala. Ricevette le molestie del sacerdote e per liberarsene, con i soldi delle elemosine, partì con il fratello per Firenze dove lavorò come cameriera.
Rosa visse per alcuni anni con il pittore Manfredi Lombardi, che le fece conoscere il mondo dell’arte e vari esponenti dell’epoca, come Mario De Micheli, Dario Fo e Ignazio Buttitta che la convinse ad imparare a suonare la chitarra. Nel 1966 e nel 1969 partecipò allo spettacolo “Ci ragiono e canto” diretto da Dario Fo.
Nel 1970 Rosa ritornò a Palermo, fu lasciata da Manfredi e per mantenere sé e la figlia, cantò per la Festa dell’Unità e nel 1974 partecipa al varietà Canzonissima quando era già un’artista apprezzata. L’ultima sua comparsa a Licata fu in piazza Sant’Angelo dove cantò senza seguito alcuno, poiché la musica folk iniziò a perdere d’interesse. Morì il 20 settembre 1990 nell’ospedale palermitano Villa Sofia a causa di un ictus che la colpì durante un concerto in Calabria e fu sepolta nel cimitero di Trespiano, in Toscana.
Fu interprete di diverse canzoni siciliane dai temi sociali e politici, di nenie e filastrocche e s’impegnò come attrice in teatro.
In suo onore, a Licata si svolge il memorial “Rosa Balistreri” con la partecipazione di cantanti e poeti dialettali; a lei è dedicata la sala convegni del chiostro Sant’Angelo e un grande murales, opera dell’artista Desirè di Liberto.
Diverse cantanti, tra le quali Carmen Consoli, Giorgia e Paola Turci, durante i loro concerti hanno interpretato le sue canzoni.
Il 21 marzo 2024, giorno del suo compleanno, è stata aperta a Licata la “casa di Rosa”, abitazione giovanile della cantante, che è stata trasformata in un luogo espositivo sulla vita e sulle opere di Rosa e centro studi di musica popolare.
Per la sua particolare voce, Rosa è stata definita la “cantatrice del Sud” ed è stata paragonata alla più nota Amalia Rodrigues.
(Notizie tratte dal libro « Rusidda …a licatisi » del dott. Nicolò La Perna, 2010)



